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Introduzione
di Pasquale Di Palmo
Quest'antologia,
che esce a quasi vent'anni di distanza
dalla prematura scomparsa di Beppe Salvia, si propone di
presentare al pubblico, in maniera agevole e antiaccademica,
l'opera più significativa di un autore di cui spesso si
parla come di un punto fermo nella costellazione poetica
del secondo Novecento. Purtroppo da molti anni i tre libri
usciti postumi non sono più disponibili e i testi che appaiono
sempre più spesso in antologie dedicate alla lirica novecentesca
non sempre offrono un'idea esauriente della molteplicità
di voci che caratterizza il dettato stesso di Salvia. In
generale si tendono a privilegiare, in ambito critico, le liriche
dal taglio misurato e ineccepibile che contrassegnano
le sezioni più riuscite della raccolta Cuore (cieli celesti),
quelle collane di sonetti o pseudo-sonetti in cui Salvia si è
cimentato, con risultati a volte indimenticabili, lungo il
corso dei suoi anni più fecondi. Si tratta, senza dubbio, di
poesie molto conosciute, ma che non sempre è stato possibile
accogliere nella loro giusta collocazione sia all'interno
di un'opera particolarmente sfaccettata sia all'interno della
sua silloge più rappresentativa, il cui nucleo centrale, raffi-
gurato dalle sezioni più intense come Sillabe o Cuore, si
delinea in maniera quanto mai esauriente e compiuta.
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